La memoria del web rischia di scomparire: ci pensa archive.org

La memoria del web rischia di scomparire: ci pensa archive.org

Non ci si pensa mai, ma la nostra memoria “virtuale” è sempre a rischio: di essere perduta, deteriorata, cancellata.

Se è vero che moltissimi dei ricordi, soprattutto per gli over 30, sono anche fuori dal web, è altrettanto vero che gran parte del nostro vissuto è conservato online, tra cloud e social network, o su schede di memoria, Pc, dispositivi vari, senza alcuna garanzia, in verità, che resteranno dove sono in maniera permanente.

In fondo, anche un hard disk può rompersi e portare con sè “nella tomba” tutto il contenuto.

Quanto ci interessa davvero tutto questo, quanto ci pensiamo?

Quanto valgono, esattamente, i nostri ricordi virtuali? Più o meno di una fotografia che abbiamo deciso di stampare o di una lettera che abbiamo pensato di scrivere a mano?

È una domanda a cui, in effetti, è difficile rispondere.

D’altro canto le minacce sembrano così lontane da percepirle quasi impossibili: Facebook, con un paio di click, permette di cancellare il proprio account scaricando tutto il contenuto sul pc (basta eliminare manualmente tutti i contenuti affinchè non restino nemmeno in memoria sui server, anche se tutto ciò richiede un lavoro che può durare moltissimo tempo!), i cloud sono raggiungibili da ogni dispositivo, ormai, e, quando tutto manca, Google è pronto a regalarci i risultati delle sue ricerche, magari aiutandoci a cercare ciò che sappiamo essere online da qualche parte ma non riusciamo più a trovare.

A volte, però, dimentichiamo che il coltello è, in ogni caso, sempre con il manico dalla parte di chi “comanda”. Se un sito decidesse di chiudere, ad esempio, e non ricevessimo in tempo la comunicazione, tutto quello che vi abbiamo scritto, mostrato, condiviso andrebbe perso per sempre (basta pensare ai forum o ai blog condivisi, ad esempio).

Archive.org

Se, quindi, la raccomandazione d’obbligo è sempre quella di stare attenti a cosa si condivide online (evitando i dati sensibili, per esempio, anche in chat private) e, soprattutto, di utilizzare dei dispositivi dedicati per conservare video, foto, messaggi e quant’altro per evitare di lasciare tutto reperibile in rete o su dispositivi vari, soggetti a deterioramento e guasti, c’è una simpatica ed utilissima iniziativa di cui vale la pena parlare.

Si tratta di Archive.org.

Il sito è quello di un’associazione no-profit, nata nel lontano 1996, per conservare una “memoria” di internet. Mentre tutti erano accecati, scombussolati e meravigliati dalla potenza di questo nuovo strumento, perdendosi tra indirizzi web, profili, account e piattaforme per scaricare (più o meno legalmente) video, musica e foto, qualcun altro pensava a come “conservare” qualcosa che, proprio perchè era nuovo, poteva scomparire da un momento all’altro.

Nel tempo Archive.org è diventato una sorta di “sito archeologico” del web, dove consultare e collezionare documenti multimediali, mettere a disposizione podcast, film vintage (o meno), video, libri, software, audio e tantissimo altro (che non sia coperto da copyright, ovviamente). C’è anche una sezione Arcade dedicata ai videogame di un tempo, per gli appassionati. Un luogo in cui perdersi, una volta entrati, quasi unendo digitale e analogico in un’unica grande famiglia.

Insomma, tutto quello che non si ricorda più e tanto di quello che si pensa perduto, molto probabilmente può essere trovato in questa parte di internet conosciuta ancora da pochi.

Scritto da: Simona Vitagliano

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