Alla riscoperta dell’Apecar con APEritivo

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In occasione di una festa di laurea ci è capitato di prendere un aperitivo dal banchetto di un’Ape: un treruote dal design retrò che serviva degli aperitivi di tendenza e degli stuzzichini tipici. Mai ci era capitato di accompagnare uno Spritz con dei taralli sugna e pepe. 

L’Ape è trendy

L’uso innovativo dell’Ape sta diventando un fenomeno in voga, basti pensare che all’aeroporto di Napoli ce n’è una dove poter prendere il caffè. In tutta Italia stanno spuntando come funghi delle attività di street food (cibo da strada) su tre ruote che servono spuntini, gelati e addirittura pizze. Il mondo cambia velocemente e anche il concetto di fast food sta assumendo dei connotati sempre più street.

L’Aperitivo su tre ruote  

L’idea di servire aperitivi e manicaretti, a bordo di un treruote, è venuta allo chef di Napoli, Vincenzo Russo, che ha fondato APEritivo , il primo street food mobile in apecar, con un’idea ben precisa: mettere insieme spirito di iniziativa e sapori della cucina partenopea e farli viaggiare dove il cliente desidera.

Il “locale in movimento” è operativo per ogni evento: feste di laurea, feste di 18 anni, matrimoni, inaugurazioni, feste di compleanno e altre ricorrenze.

I vantaggi dell’APEritivo

Il punto di forza sta nel poter brindare in posti dove un locale o un bar non può esserci come l’ingresso di un’università o il giardino di un ristorante. Se a questo si aggiunge che la location del locale mobile è un’Ape personalizzata, potete immaginare quanto sia originale l’idea. Un altro grande vantaggio è la flessibilità da parte dell’organizzazione, nel caso dei matrimoni, ad esempio, viene fornito un comodo servizio di catering.

Idee nuove, sapori di sempre

L’idea ha un sapore esclusivo ma il titolare di questa esclusiva attività sostiene che proprio come l’Ape il sapore degli aperitivi e delle pietanze servite in occasione degli eventi deve essere semplice. I sapori di trippa o dei cicoli con la ricotta ci riportano alla nostra infanzia quando mangiamo per strada delle bontà tipiche che compravamo dall’Ape di turno ma non sapevamo che le avremmo riassaggiate chiamandole “street food”.

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