Google lancia un test per la salute mentale

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Google did it again.

Ancora una volta, il motore di ricerca più cliccato al mondo si è fatto precursore dei tempi facendo qualcosa di nuovissimo per la sua categoria: da qualche tempo, infatti, offre nei suoi risultati di ricerca uno strumento di autovalutazione della propria salute mentale. Ma come funziona?

Big G e la depressione

Si dice che la depressione sia il male di questo secolo, forse perchè ci si è resi conto che colpisce le persone senza fare alcuna distinzione: gente comune, star del cinema o della musica, uomini, donne, ragazzi; praticamente, potenzialmente tutti sono a rischio e questo fa paura.

Proprio recentemente si è tornati sull’argomento in maniera massiva a causa del suicidio di Chester Bennington, voce e leader del gruppo musicale Linkin Park; un uomo che, a guardarlo dall’esterno, sembrava avere tutto: una famiglia più che felice e numerosa, una carriera da big numbers alle spalle e in continuo divenire, un futuro pieno di sorprese ed una vitalità ed una estrosità che è difficile trovare in altre persone. Eppure, tutto questo non è bastato, alla depressione, per farsi da parte; qualcuno pensa che tutto sia ricollegato ad alcuni suoi traumi giovanili, ma fatto sta che la depressione è una patologia e, come tale, va trattata.

Nonostante l’evoluzione della società e la semplice reperibilità di informazioni che ci concede internet, infatti, la salute mentale rappresenta, per molti, ancora un tabù; consultare regolarmente uno psicologo viene reputato ancora motivo di vergogna, qualcosa da nascondere.

In realtà, esattamente come si tenta di sconfiggere un mal di testa, un’infezione o qualcosa di più grave consultando un medico, la stessa cosa dovrebbe avvenire quando si sente che, psicologicamente, c’è qualcosa che non va o che tormenta.

Le statistiche dicono che chi soffre di depressione arriva a chiedere (e non lo fa nemmeno sempre) l’aiuto di uno specialista molti anni in ritardo rispetto alla comparsa dei primi sintomi; questo aggrava di parecchio le cose e allunga i tempi di guarigione, poichè, come in tutte le cose, si arriva ad una sorta di “cronicizzazione” della patologia.

Ma il team di Google è stato furbo e ha fatto una riflessione da “dietro le quinte”.

Depressione online

Se è vero che, per tanti, parlare di depressione è ancora difficile, è anche vero che, molto spesso, queste stesse persone si ritrovano, nel buio della loro stanza o nella pausa pranzo in ufficio, con lo smartphone in mano, cercando di reperire informazioni su internet in maniera autonoma.

Secondo i dati elaborati da Google, la parola “depressione” si trova nel 5% delle ricerche in tema salute.

Ecco perchè Google ha deciso di creare un test, chiamato PHQ-9, realizzato in collaborazione con la National Alliance on Mental Illness, che appare nella schermata dei risultati di ricerca, offrendo la possibilità di fare un’autovalutazione della propria condizione mentale in pochi minuti e in assoluta garanzia di privacy.

Per il momento il progetto è attivo solo in mobile, negli USA, ma si prevede un’espansione in breve tempo.

Naturalmente non sono mancate le critiche di chi sostiene che il test vada somministrato regolarmente da uno specialista, e non occasionalmente da un motore di ricerca, o di chi reputa insufficiente questa iniziativa, visto che non garantisce che gli utenti, poi, si rechino da uno psicoterapeuta per cercare aiuto professionale, in caso di valutazione positiva alla depressione.

Di certo, però, nell’era dove anche i suicidi sono social, questo strumento potrebbe rivelarsi utile ed anche offrire un supporto e una distrazione costruttiva a chi, magari, sta pensando di commettere un gesto estremo online; d’altro canto, anche Facebook ha annunciato di essere al lavoro su sistemi che prevengano i suicidi “studiando” gli utenti e mettendo in guardia i contatti amici della persona presa in considerazione.

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