Google eletto, per l’ottava volta, miglior azienda in cui lavorare

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Diciannove anni di attività, feedback positivo da dipendenti ed utilizzatori, Google è il re assoluto del web.

Non più, ormai, “solo” il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ma un nucleo attivo da cui partono tantissimi altri progetti: browser, mail, certificazioni, social.

Tutto questo è stato, ancora una volta, premiato dalla classifica Fortune, che nomina i 100 migliori posti di lavoro in America.

Google, infatti, si è ritrovata, per l’ottava volta in undici anni, prima in classifica, sconvolgendo ogni tipo di record.

Come funziona Fortune

Fortune è una classifica annuale che si rinnova, ormai, da oltre 10 anni; il suo scopo è individuare, tramite censimenti anonimi, le 100 migliori aziende in cui lavorare. In sostanza, oltre 230.000 dipendenti compilano schede anonime in cui viene valutata tutta l’esperienza lavorativa, partendo dalle caratteristiche più ovvie e finendo alla vita personale. Lì dove c’è equilibrio tra la qualità della gestione manageriale, il supporto alla vita personale e professionale e le relazioni con i colleghi allora si può parlare di un buon posto di lavoro.

Perchè Google è il top

Un fatturato annuale da milioni e milioni di dollari (per la precisione, 74541) e un numero di impiegati, in tutto il mondo, che farebbe impallidire qualunque azienda affermata (66575): questa è la realtà mastodontica di Google, che non trova difficoltà nell’organizzarsi, nonostante la prepotenza di questi numeri, anzi: il livello di “coccole” e di attenzioni per i suoi dipendenti è massimo.

Il cibo gourmet è gratuito e nulla viene lasciato al caso, persino parrucchiere e servizio lavanderia sono garantiti.

Dalla compilazione delle schede è emerso che il 97% delle persone intervistate ottiene dall’azienda degli ottimi benefit, oltre agli strumenti e alle risorse necessarie per svolgere le proprie mansioni; inoltre, il 96% è orgoglioso di dire agli altri di lavorare per Google, dichiarando altresì di poter approfittare, quando necessario, di permessi e, soprattutto, di guadagnare degli extra nel portare a termine un buon lavoro.

Il merito è anche nella politica inclusiva dell’azienda che supporta i lavoratori transgender e di qualunque orientamento sessuale, oltre che di qualunque provenienza ed etnia; le coppie, con o senza figli, dello stesso sesso ricevono gli stessi benefit e lo stesso tipo di trattamento di quelle etero.

Insomma, anche tutto quello che è privato viene considerato parte integrante dell’insieme, perchè chi passa tante ore a lavorare, o in ufficio, è chiaro che, per rendere al meglio, deve vivere in armonia con tutti i pezzi del puzzle che compongono la sua vita.

Altri punti di forza sono:

  • programmi di Family Care, direzionati soprattutto verso i bambini; ci sono anche sale per l’allattamento
  • La copertura dell’assicurazione sanitaria, che prevede anche trattamenti per la fertilità, salute mentale, dentale e trattamenti con medicina alternativa, oltre a screening per il colesterolo e, per le donne, per il tumore al seno

Google

In quest’ottica, è stato sorprendente non ritrovare Netflix tra le altre 99 aziende nominate da Fortune, nonostante, come abbiamo visto qualche settimana fa, la sua politica di Freedom&Responsibility stia dando ottimi risultati per dipendenti ed abbonati.

 

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