Tutto quello che c’è da sapere sul selfie

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[blockquote]“C’è stato un trend di crescita fenomenale nell’uso di selfie nel 2013, frequenza aumentata del 17.000% negli ultimi 12 mesi”,[/blockquote]

Ecco cosa ha dichiarato il direttore editoriale dell’Oxford English Dictionary Judy Pearsall a proposito del “selfie”. 

La mania dell’autoscatto è diventata talmente virale negli ultimi tempi che l’Oxford Dictionary ha elevato il neologismo “selfie” a vocabolo chiave da inserire nel vocabolario più conosciuto d’Europa!Oggi l’autoscatto fa il boom e la parola “selfie” è la parola più utilizzata in assoluto nel linguaggio di tutti e dall’essere una mania, si è trasformata nella parola “icona”.Ci si scatta un “selfie” per svelare a tutti i followers il proprio #ootd (outfit del giorno), per mettere in mostra il proprio trucco poco prima di uscire di casa, per farsi vedere o per comunicare un messaggio specifico a qualcuno.

Da dove nasce il termine “selfie”?

L’autoscatto è esistito molto prima che il termine “selfie” fosse coniato. Chiunque di noi prima di conoscerne il significato, si è fatto degli autoscatti nella propria vita.

Il primo selfie (o autoscatto) , risale ai primi del XX secolo, quando la tredicenne granduchessa russa Anastasia Nikolaevna prese la sua nuova e fiammante Kodak Brownie e posizionandosi davanti allo specchio con un amico scattò una foto. Nella lettera che accompagnava la fotografia, ha scritto: “Ho scattato questa foto di me stessa guardando allo specchio. Era molto difficile perché le mie mani tremavano“. Seguirono centinaia e centinaia di auto-scatti.

Il termine venne coniato intorno al 2005 dal fotografo Jim Krause. Fino al 2010 la pratica dell’autoscatto è stata portata avanti quasi esclusivamente dagli adolescenti in cerca di rimorchio; a partire dal 2011, invece, anche i più grandi, famosi e non, si dedicano a questa attività che possiamo definire “ricreativa-narcisistica”.

Con il termine “selfie” si intende una “fotografia di se stessi, scattata con smartphone o webcam, e caricata su un sito di social media”. Una mania che si è diffusa tra vittime celebri come Michelle Obama, Beyoncé, Miley Cyrus, Rihanna, Justin Bieber, Chelsea Clinton con la madre Hillary e addirittura il Santo Padre, Papa Francesco.

Anche il mondo dei non famosi è andato in overdose di ‘selfie’. Sui diversi social network si possono individuare le centinaia di fotografie postate dagli utenti per raccontare un momento particolare della propria giornata, condividere uno stato d’animo o taggare qualche amico per un ricordo speciale.

Parliamo di una vera e propria rivoluzione fotografica che ha invaso tutti.
LE DIVERSE CATEGORIE DI SELFIE

Se visitiamo un social qualsiasi possiamo individuare diverse categorie di autoscatti.

  •  “selfie home edition“: quelli scattati mentre siete seduti comodi su un divano e fingete che qualcuno vi stia scattando una foto mentre mangiate, guardate la tv o dormite.
  • “selfie social”: quelli scattati in compagnia dando un bacio verso la fotocamera dello smartphone
  • “selfie” scattati nei luoghi che ci capita di frequentare quotidianamente, per es. dal medico, dal parrucchiere, dall’estetista. Addirittura all’estero hanno la tendenza a fare scatti durante i funerali, nei cimiteri o negli ospedali (sicuramente una tendenza molto trash!).

E poi ci sono quelli con i personaggi famosi. Ormai non si chiede più l’autografo bensì si passa direttamente al “selfie”! Si incontra una celebrità e ci si fa la foto assieme. Ormai funziona solo così.

Anche in politica ormai il “selfie” è di moda ma anche tra i politici se ne fa un uso differente e ci sono diverse correnti di pensiero.

C’è chi si fotografa durante le riunioni di partito; in aula in Parlamento; c’è chi lo considera un modo per comunicare e fare conoscere agli altri la propria attività politica e chi invece lo considera un inutile esercizio esibizionistico.

Nonostante le diverse correnti pensiero, tutti però invitano a farne un uso moderato facendone uno strumento di comunicazione senza cadere nel banale e nel trash.

Dal termine “selfie” sono scaturiti dei termini a seconda del tipo di “selfie” che si va a fare. Per esempio è stato coniato il termine “helfie” se si vogliono mettere in risalto i capelli, “belfie” se si vuole mettere in risalto il lato B,  “drelfie” se avete bevuto un bicchiere di troppo e volete condividere con gli amici il vostro stato di ebbrezza.

 

GLI ASPETTI COMUNI DEL SELFIE

Un “selfie” si riconosce subito da alcuni aspetti che lo caratterizzano:

  •  – le immagini sono scattate sia con la fotocamera tenuta a braccio teso o attraverso uno specchio
  •  – il selfie mostra chi scatta la fotografia più eventuali altre persone
  •  – i luoghi più soggetti a selfie sono camere da letto e/o specchi del bagno
  •   -spesso i protagonisti degli scatti non guardano nella fotocamera e non necessariamente viene ripreso il viso o a figura intera

 

Comunque, alcune considerazioni dobbiamo farle su questo fenomeno.

Sicuramente l’avvento dei “selfie” ha portato anche all’avvento di un nuovo modo di considerare la propria soggettività.  Siamo tutti molto graziosi nelle nostre pose sorridenti e spensierate, però, ogni tanto, sarebbe bene guardare anche oltre noi stessi e non limitarsi davanti ad una semplice fotocamera di uno smartphone!

E voi vi siete mai scattati un selfie? Cosa ne pensate? Pensate che sia una forma di narcisismo o può essere uno strumento di comunicazione per trasmettere dei messaggi chiari?

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