Addio tubo catodico. Ecco la televisione 2.0

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Dal bar del paese al salotto di casa, le abitudini di consumo della televisione non sono più quelle di una volta. Il tubo catodico ha ceduto il passo agli schermi sempre più sottili, leggeri e fashion. Oggi lo scatolone nero con lo schermo bombato è stato sostituito da un nuovo “esemplare” tecnologico: la smart tv.

Che cosa cambia?

Tutto o quasi. Il mezzo televisivo cambia faccia e anche le sue funzioni. La tv del XXI secolo, infatti, offre la possibilità di connettersi a internet. In altre parole, se i palinsesti delle varie emittenti non vi soddisfano potete tranquillamente navigare in internet. Tutto ciò snatura la funzione originale e tradizionale della televisione però è anche vero che sono cambiate le modalità di fruizione televisiva. I programmi, infatti, possono essere visti anche attraverso i tablet, i pc e gli smartphone. Lo spettatore, dunque, si costruisce da solo il proprio palinsesto, componendolo pezzo per pezzo sulle decine di piattaforme online che vendono contenuti on demand. Qualche esempio? Film mainstream, pellicole indipendenti, serie tv ma anche i programmi trasmessi in chiaro dai canali tradizionali.

Gli scenari futuri

Gli studi dicono che, in futuro, lo zapping televisivo non avverrà più mediante il telecomando ma atraverso i click del mouse. Questa tendenza è confermata dai dati della ricerca condotta dalla Ericsson Cosnumer Lab. Secondo l’indagine, nel 2014, i telespettatori “tradizionali” sono calati dell’11% a fronte di una crescita del 7% del video on demand. Sempre secondo la ricerca, il 44% degli italiani ha ammesso di utilizzare anche lo smartphone mentre guarda la tv e, addirittura, il 30% di essi utilizza il cellulare per commentare, sui social network, la trasmissione che stanno guardano. La tendenza, in questione, è già consolidata negli Stati Uniti ma in Italia sta prendendo sempre più piede. L’unico limite che questo trend potrebbe incontrare, in Italia, è legato alla diffusione, ancora insufficiente, della connessione a internet ultraveloce. Una questione spinosa che riguarda l’intera economia ma anche uno dei punti interrogativi della televisione che verrà.

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