Apple: la sua strategia di comunicazione

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Impossibile non innamorarsi del nuovo spot targato Apple, persino per chi intende la tecnologia in maniera diametralmente opposta rispetto al brand.

All’interno c’è tutto: emozione, quotidianità, nostalgia, immedesimazione totale e genuina. Un concentrato esplosivo raggomitolato in poco più di 30 secondi di immagini che infondono calma e pace. Ma, d’altro canto, la comunicazione dell’azienda di Cupertino è sempre stata incredibilmente efficace, capace di puntare (e fare fuoco) direttamente al cuore.

Prima di Julie Andrews con la sua meravigliosa voce, pronta a incantare e demolire le autodifese di tutti i Millennials cresciuti a pane e Mary Poppins, infatti, ci sono state molte altre campagne pubblicitarie che hanno preso in considerazione personaggi e personalità importanti di ogni epoca storica, facendo – già in tempi non sospetti – dell’anticonformismo la propria brand identity.

Anni ’80

Al lancio del primo Macintosh, che nasceva come proposta rivoluzionaria per stravolgere la concezione del Pc, venne mandato in onda l’indimenticabile “1984“, così emozionante da vincere addirittura il premio Clio Award: come si può intuire dal titolo, un’ispirazione più che focalizzata su un mondo orwelliano, dove l’obiettivo era uscire dagli schemi, stravolgere il “solito” e tentare nuove ed inesplorate strade nel mondo della tecnologia.

Quella ragazza che rompeva lo schermo era la trasfigurazione della stessa Apple che irrompeva nelle nostre vite rendendo il Personal Computer qualcosa di fruibile per tutti e non più solo appannaggio degli esperti.

Anni ’90

Gli anni ’90, invece, furono l’epoca del “Think Different“.

Uno spot che è rimasto nella storia e che si rivolgeva, attraverso i volti e le vite di personaggi del calibro di Gandhi o Martin Luther King, “ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane“. Insomma, a tutti coloro che conducevano la propria esistenza un po’ come “l’alternativo” Steve Jobs, che si è concesso il lusso, fino alla fine, di guardare la vita da un punto di vista molto diverso da quello comune.

Da qui è cominciato il vero e proprio impero Apple: un’azienda che ha personalizzato tutto nei minimi dettagli, rendendo i propri dispositivi – ed i relativi accessori – unici nel loro genere e non “mescolabili” al resto della tecnologia presente sul pianeta. Una netta linea di demarcazione che ha dato carattere al messaggio e alla mission aziendale, ma che ha creato anche delle vere e proprie fazioni con altri colossi: era quel “noi vs gli altri” che sarebbe arrivato fino a noi. La sfida tra Mac e Pc era ufficialmente cominciata.

Anni 2000

Arriviamo al 2003 con l’era della Apple Music e di quel connubio che sarebbe diventato indissolubile, da lì in poi.

 

Insomma, che si sia amanti o meno del brand e dei suoi prodotti, ignorare la Apple o il suo modo di comunicare è impossibile; e lo è stato sin da subito, da quando, nel 1977, venne presentato l’Apple II attraverso quella mela rossa che si stagliava – incredibilmente realistica e dettagliata – su uno sfondo bianco.  “La semplicità è la suprema sofisticazione” tuonava il copy ed aveva perfettamente ragione: rendere tutto sempre più semplice, contestualmente comunicando in maniera chiara attraverso uno stile minimalista, è stata la chiave di un successo planetario.

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