Coronavirus e comunicazione social: qualche strategia

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Sono trascorse solo alcune settimane dalla scoperta del “paziente 1” di Codogno, da quando – cioè – il coronavirus si è insinuato nel tessuto del nostro quotidiano, ma la nostra vita è indiscutibilmente cambiata in maniera radicale, sotto ogni punto di vista.

E questo, inutile dirlo, incide anche sulla comunicazione aziendale e, in particolare, nell’ambito delle pubblicazioni social: rivedere il piano editoriale, in questa delicata fase, è essenziale.

Già, ma in che modo?

Continuare a comunicare, ma nel modo giusto

La nostra nuova realtà quotidiana è scandita da giornate lunghe e, per qualcuno, infinitamente noiose: sono le settimane della rigida quarantena che ci impone non solo il governo, ma anche il senso civico e morale.

In questo momento così “rallentato”, la connessione ad internet è diventata ancora più importante ed i social, in particolare, si sono trasformati nell’unico potente veicolo capace di mantenere in piedi, seppur virtualmente, le nostre relazioni con il mondo esterno: è attraverso queste piattaforme, in effetti, che ci confrontiamo con gli altri, viviamo attimi di svago, ci informiamo e restiamo in contatto, insomma, con ogni punto del globo, pur restando rinchiusi nei nostri spazi domestici.

I social, quindi, hanno acquisito il ruolo di ponte tra la nostra realtà di isolamento e il mondo esterno e non stupisce che, in questo periodo, siano affollati più del solito: ecco perché la comunicazione deve passare, ora più che mai, proprio da lì.

In fondo, è anche un modo per creare un filo rosso con gli utenti e per dimostrare, a livello aziendale, di essere al loro fianco, anche in un momento così complicato.

Facile ed efficace.

Ma come la mettiamo con il piano editoriale?

Come modificare il piano editoriale social

Capita a tutti di avere una brutta giornata e di ritrovarsi incredibilmente suscettibili e poco aperti verso il mondo esterno: è proprio empatizzando con questo tipo di emozione che è necessario rivolgersi al pubblico. Perché la pandemia ha improvvisamente modificato il nostro intero stile di vita, andando a stressare direttamente il nostro benessere psicofisico.

Qualunque fosse il piano editoriale social programmato per queste settimane, quindi, è fondamentale stravolgerlo e renderlo più coerente con il momento storico che stiamo vivendo, avendo particolare attenzione per i temi trattati e prediligendo:

  • contenuti informativi personalizzati che riprendano notizie provenienti da fonti e testate affidabili;
  • comunicazioni che rimandino ai valori etici, sociali e morali dell’azienda;
  • dirette che si rivelino preziosi momenti di condivisione;
  • consigli su come affrontare l’emergenza o programmare le attività future una volta che sarà rientrata.

Andando nello specifico di qualche settore, ad esempio, un’agenzia di viaggi potrebbe suggerire percorsi ed itinerari in tema #torneremoaviaggiare (l’hashtag che sta spopolando in questi giorni), mentre un’attività ristorativa o legata alla cultura potrebbe invitare i propri followers ad unirsi ad un #aperitivodigitale; ancora, un’agenzia di comunicazione può sfruttare la propria esperienza per consigliare ai neofiti come ottimizzare lo smart working, mentre un ente di formazione può puntare tutto sul creare articoli di blog che collezionino link utili a corsi gratuiti oppure proposti ad un prezzo scontato in tema #solidarietàdigitale.

Insomma, è importante focalizzarsi sulla brand awareness, lavorando sulla percezione che si può guadagnare dall’esterno, per fare in modo che il nuovo potenziale bacino di utenza si riveli, poi, preziosamente attivo nel momento in cui l’emergenza sarà rientrata e si ritornerà alla vita di sempre.

Ancora una volta, quindi, la parola chiave è: “esserci”.

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