L’inarrestabile crescita di TikTok

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Dopo una campagna pubblicitaria ai limiti dell’ossessivo, TikTok è sbarcato negli store di tutto il mondo, pronto a diventare una sorta di alternativa evoluta ad Instagram: e c’è chi dice che ci sia riuscito alla grande.

L’idea

Vi siete mai chiesti da dove saltava fuori?

Si tratta di una rivisitazione – con tanto di nuovo nome – del “vecchio” Musical.ly, una applicazione che permetteva di creare, neanche a dirlo, video divertenti in maniera semplice ed intuitiva, pronti per essere caricati sui social; che, si sa, ciò che è più veloce e alla portata di tutti è anche più appetibile.

Ad oggi, i numeri parlano chiaro: TikTok è stata l’app più scaricata del 2019, con oltre 1 miliardo di download e 500 milioni di utenti mensili; numeri che, a confronto con quelli di Facebook, fanno decisamente pensare, tant’è che il fatturato dell’azienda ha letteralmente sfidato i colossi di Zuckerberg.

La società, a proposito, è la cinese ByteDance che ha comprato la vecchia app nel Febbraio 2017 al prezzo di 1 miliardo di dollari: l’ha, poi, stravolta a suo piacimento cercando di indovinare i trend dell’immediato futuro… vedendoci decisamente lungo!

Oggi

Oggi TikTok impera tra i giovanissimi – e non solo -, offrendo l’opportunità di creare montaggi video veramente incredibili che fino a pochissimo tempo fa sarebbero stati impensabili; è come se il software incorporasse una serie di applicazioni che, prima, potevano dare lo stesso risultato soltanto se utilizzate in combinazione tra loro, dando l’opportunità di sfruttare anche basi musicali royalty-free (l’azienda, tra l’altro, ha acquistato i diritti sulle canzoni più popolari della radio), di “incollare” e tagliare scene, utilizzare filtri e tantissimo altro.

Insomma, si diventa quasi professionisti di video editing, pur restando dummies.

Tutto è molto veloce e non mancano le challenge in cui tantissimi utenti si sfidano a suon di imitazioni e repliche di vere e proprie “commissioni”; sembrerebbe tutto molto teen, fino ad ora, ma in realtà c’è di più.

Non se ne parla spesso, infatti, ma c’è una funzione di TikTok che consente l’utilizzo di una moneta virtuale, anticipando i tempi – e di parecchio – sull’identica intenzione dichiarata qualche tempo fa da Zuckerberg per i suoi prodotti.

Gli utenti, in effetti, possono premiare i contenuti migliori (o meglio, i loro creatori) attraverso delle monete che si pagano, ovviamente, con denaro vero: con 1,39 dollari, ad esempio, si portano in cassa 100 monete e con 139 ben 10mila. Ai nuovi iscritti viene anche reso possibile associare un conto PayPal che può venir ricaricato direttamente dalla app attraverso il denaro guadagnato. Come? Non solo grazie alla qualità dei propri contenuti, ma anche invitando altri amici ad iscriversi, in una massiva strategia di crescita che appare decisamente vincente: chi non invierebbe il proprio codice promozionale a parenti e conoscenti sperando di ricevere 5 dollari per ogni nuova iscrizione? Certo, il tetto c’è: il massimo consentito è di 10 nuovi users, ma 50 dollari è una cifra di tutto rispetto, soprattutto per il popolo degli under 20 che costituisce la maggioranza degli utilizzatori di TikTok.

E c’è ancora dell’altro: nel caso in cui un nuovo utente si fermi a guardare dei video per oltre 10 minuti per 3 giorni consecutivi, l’utente “padre” riceverà un ulteriore premio di 2 dollari e 50.

Questo ha spinto un enorme fiume di persone ad iscriversi al social del momento e non è un caso che anche alcuni politici abbiano deciso di sbarcare con il proprio profilo, cercando di acquisire proprio lì nuovi estimatori ed elettori.

Ma non è tutto rose e fiori come si potrebbe pensare.

I problemi

Ogni social ha le sue fragilità e TikTok non fa certo eccezione.

Addirittura, c’è stato il caso di un pedofilo, su cui i carabinieri stanno indagando, che adescava ragazzini spingendoli a creare determinati video su commissione. Un problema, comunque, che ha sempre riguardato il mondo del web, sin dall’era dei forum.

Tra l’altro, essendo un social frequentato perlopiù da giovanissimi, c’è ancora più preoccupazione del solito riguardo la faccenda dei dati personali; i manager hanno dichiarato: Prestiamo grande attenzione ai dati dei nostri utenti e siamo costantemente impegnati per assicurare una gestione sicura. Le Linee Guida della community e i Termini di Servizio contengono tutte le informazioni per un uso appropriato della piattaforma“. Naturalmente, trattandosi di ragazzini, molti genitori sono sul chi va là e pronti a sviscerare gli aspetti privacy e sicurezza sotto ogni punto di vista.

 

Ad ogni modo, già al primo accesso ci si rende conto di quanto sia dinamico e positivo l’ambiente di TikTok, forse anche troppo spensierato e colorato, tanto da apparire un po’ edulcorato in certi contesti; ancor più che su Instagram, in effetti, emerge immediatamente la voglia di distinguersi, di essere divertenti a tutti i costi, di riuscire a catalizzare l’attenzione. Con tutti i pro ed i contro che questo tipo di concept includono.

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