Un social per le news: a lanciarlo è il co-founder di Wikipedia

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Il mondo dei social continua a crescere e a diventare, via via, sempre più denso e specifico.

Costantemente veicoli di informazioni a tantissimi livelli, si ritiene sempre più importante che queste piattaforme diffondano notizie verificate, bloccando la circolazione delle fake news e  garantendo agli utenti una permanenza online qualitativamente superiore.

Si era già parlato dei copiosi investimenti di Facebook per il giornalismo locale e per impedire la sponsorizzazione di contenuti fraudolenti, bufale e clickbait selvaggio: il co-founder di Wikipedia, però, è andato ancora più lontano e ha dato vita ad un progetto nuovo di zecca decisamente più settoriale.

WT Social: di che si tratta?

Collegandosi a wt.social appare una schermata doppia, con un form da riempire per registrarsi e una presentazione del neo progetto targato Jimmy Wales, cofondatore dell’enciclopedia libera più famosa del mondo.

Se ne capisce subito l’intento: “Le fake news hanno influenzato eventi di portata globale – si legge – e gli algoritmi sono interessati soltanto all’engagement, a rendere le persone ‘addicted’ alle piattaforme senza offrire loro alcuna sostanza.  WikiTribune vuole essere diversa. Non venderemo mai i tuoi dati, le nostre piattaforme sopravvivono grazie alla generosità di donatori individuali per assicurarci che la tua privacy sia protetta e il tuo social space sia libero da ads. Avrai pieno potere per esercitare le tue scelte (…) creeremo un ambiente in cui i ‘bad actors’ saranno rimossi perché è giusto e non perché improvvisamente hanno cominciato ad influenzare la nostra linea di conduzione (…) aiutaci a cambiare il panorama dei social media.

Decisamente un impatto forte che, in poche righe, descrive esattamente tutto quello che bisogna sapere ed invoglia ad iscriversi, raggiungendo le decine di migliaia di utenti già registrati.

WT Social è stato lanciato a Ottobre 2019 ma ci sono già, in effetti, oltre 200mila persone sulla piattaforma.

Ma non bisogna pensare che si tratti di un social come gli altri: una volta iscritti, infatti, si finisce in una specie di lista di attesa che già fa capire quanto lo staff prenda sul serio la faccenda “sicurezza”. Il servizio è un freemium, nel senso che esistono due versioni, di cui una a pagamento (12 euro al mese oppure 90 all’anno), ed offre la possibilità non solo di pubblicare informazioni e “talk”, ma anche di modificare quelle postate da altri. Tutto ricorda un po’ il funzionamento di Wikipedia, con una filosofia di collaborazione pronta a premiare il lato umano e positivo dello sharing e dell’informazione worldwide.

Piattaforme che evolvono

WT Social, in realtà, è l’evoluzione di WikiTribune, il sito fondato nel 2017 in cui giornalisti e volontari si cimentano nello scrivere e diffondere notizie tassativamente neutrali e verificate. Per certi versi, sembra anche un’eco all’epoca dei forum ma con una nota più simile agli attuali gruppi Facebook, poiché gli utenti hanno un profilo personale con una bacheca, come già accade altrove, ma possono anche condividere notizie nei diversi subforum tematici, chiamati “subwiki“, presenti sulla piattaforma.

Attualmente l’interfaccia WT Social è solo in inglese ma, al momento dell’iscrizione, si può selezionare anche l’italiano e pubblicare, ovviamente, in qualsiasi lingua. Unico requisito, avere più di 13 anni.

 

Allora, siete anche voi curiosissimi di cimentarvi in questa nuova avventura online?

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