Le shopping app sono il futuro dell’e-commerce

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Internet ha davvero rivoluzionato la nostra società, intervenendo sulle nostre stesse abitudini in modi che, soltanto una quindicina di anni fa, sarebbe stato difficile anche immaginare.

L’entrata in gioco degli smartphone e, soprattutto, delle app ci ha, in effetti, consentito di poter usufruire di determinati servizi da qualunque posto del mondo (purché coperto da rete), in qualunque momento della giornata, senza alcuna limitazione.

Il passo dai giochini divertenti all’e-health e all’e-commerce è stato brevissimo

Ad oggi, sono tantissime le persone che sfruttano applicazioni dedicate allo shopping, magari intersecando anche l’esperienza virtuale con quella fisica, ma facendone, comunque, un pilastro del proprio processo d’acquisto: lasciarsi ispirare da una gallery piena di novità o tentare da qualche promozione accattivante è diventato, ormai, talmente usual da non costituire più, a nessun livello, una sorpresa, né per chi vende né per chi compra.

Interpretare i trend, studiare le percentuali e “indovinare” l’evoluzione del marketing è, quindi, fondamentale per i retailer per restare al passo con i tempi e meritarsi una grande fetta di nuovi potenziali guadagni.

Il report Criteo

Criteo, un’azienda francese che si occupa di Remarketing personalizzato per altre aziende, ha presentato un report interessante riferito al primo trimestre del 2018: il Global E-Commerce Review.

I numeri ottenuti sono stati estrapolati dallo studio dei dati di navigazione e acquisto riguardanti oltre 5000 retailer in oltre 80 Paesi; il risultato? I consumatori odierni sono “omnichannel” e, molto spesso, fanno acquisti mentre si trovano in movimento utilizzando quindi, più che desktop pc e tablet, il proprio smartphone.

La ricerca ha deciso di basarsi su dati “omnicanale” proprio per capire come l’online riesca a collegarsi con l’offline e viceversa, sbloccando, o perlomeno influenzando, le decisioni di acquisto. Fermarsi a progettare campagne di marketing soltanto in ambito di store fisici, insomma, non basta più, perché si perde la possibilità di fidelizzare follower che potrebbero, poi, attraverso il funnel della conversione, trasformarsi in acquirenti, in una percentuale decisamente superiore.

L’adozione di app e un’infrastruttura di dati ottimizzata aprono ai retailer con negozi fisici i nuovi orizzonti del marketing omnichannel, dove online e offline si fondono in uno shopping journey continuo e misurabile” ha asserito Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia; sono i consumatori omnichannel, insomma, a generare il LTV più alto (Lifetime Value, l’indicatore che misura i profitti prevedibili in base alla relazione con i clienti, partendo dal loro comportamento in ambito d’acquisto).

Le statistiche

Se il desktop pc si rivela ancora uno strumento parecchio usato per effettuare compere durante l’orario di lavoro, lo smartphone è divenuto compagno di viaggio eterno e quotidiano, dove sbizzarrirsi in ricerche e shopping folle durante i weekend e persino le ore notturne, in barba a chi sostiene che si dovrebbe dormire lontani dai loro schermi LCD. Ogni anno si sta assistendo ad un aumento del 22% delle compravendite via app: in molti Paesi, le transazioni online avvengono da mobile in più del 50% dei casi.

Le categorie più trendy sono sicuramente salute,bellezza, moda e luxury, ma anche il fai-da-te, lo sport, l’home decor e il giardinaggio guadagnano ottime posizioni percentuali in classifica.

Il dato davvero importante, comunque, è quello relativo ai consumatori omnichannel: sono soltanto il 7% del totale, ma generano il 27% delle vendite.

Combinare e collegare, quindi, il marketing online con quello offline rappresenta la chiave per accedere, sicuramente, non solo a nuove fette di potenziali buyers, ma anche ad un’evoluzione della propria attività sotto tantissimi punti di vista.

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